Fenomeni sociali, le Sardine

Nel nostro presente, purtroppo, la politica reale, esercitata dai rappresentanti eletti dal popolo, risulta essere sempre più distante dalle esigenze dei cittadini, dai veri problemi sociali, dalla buona e disinteressata (se non per l’interesse comune) amministrazione della cosa pubblica; risulta ben lontana dall’essere condotta con una lungimiranza che traguardi obiettivi a medio o lungo termine.

La politica è ormai ridotta ad espressione tracotante di personaggi ambigui, senza particolari doti personali o talenti professionali, fatta di slogan urlati per impressionare il pubblico votante, cavalcando l’onda mediatica del momento, per puro interesse personale o, a volte, di partito. L’obiettivo del politico di oggi (non di tutti, ma di molti) è di “restare a galla”, durare il più possibile e, se va proprio bene, puntare a farsi rieleggere; far parte di una “cricca”, di una “casta”, per aumentare il proprio vantaggio. Alcide De Gasperi diceva, in tempi meno sospetti, che “Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione.”

Ecco, in questa fase storica, sociale e politica in cui nessuno “statista” degno di tale appellativo guarda più alle prossime generazioni, bensì meramente alle prossime elezioni, dei movimenti sociali spontanei (o quasi?), aggregazioni di massa di semplici cittadini, arrabbiati e delusi da questo modo di fare politica, si generano, si muovono, crescono e, purtroppo spesso, decrescono e spariscono come fuochi di paglia, ma non tutti, non sempre, qualcosa a volte sopravvive o si trasforma in altro.

Per il momento l’occasione è ghiotta, come opportunità per documentare un movimento sociale, più o meno spontaneo, che forse sarà (o è tuttora) anche strumentalizzato dalla stessa politica cattiva che vuole combattere. In ogni caso documentiamo quello che è oggi denominato come il movimento delle Sardine, in quella che è stata la grande manifestazione di Roma. Anche questa è Street (ovunque ci sia strada, piazza, persone, in libero e spontaneo movimento, rientra nel genere).

Buona visione.

Migrantes

Ci sono dei casi in cui una scultura, un monumento, può parlare al posto dei personaggi raffigurati, può significare ed esprimere sentimenti, sensazioni, dolori, gioie, sacrifici e drammi, come in questo caso.

Questa magnifica scultura di bronzo dell’artista canadese Timothy Schmaltz, viene esposta in questi giorni a Piazza San Pietro in Vaticano, Roma.

La scultura raffigura un barcone di migranti. Una grande zattera di bronzo che sta a simboleggiare la battaglia epocale intrapresa da Papa Francesco per non lasciare sole le popolazioni che migrano, non solo nel Mediterraneo ma in tutto il mondo, un fenomeno massiccio, globale e destinato ad aumentare sotto l’effetto devastante delle carestie, della siccità, della miseria e delle guerre, sempre più frequenti e devastanti.

Ecco, in questo caso, una scultura vale più di mille parole, per questo anche una sua immagine, un’immagine di strada, la lunga strada delle popolazioni migranti.

La città

Si inizia fotografando il luogo dove si vive, il più vicino, il più conosciuto. Anche dietro l’angolo di casa è possibile scoprire un mondo nuovo

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“A cosa serve una grande profondità di campo se non c’è un’adeguata profondità di sentimento?” Eugene Smith